IL MURO E I RESTI

 

"Capisco la sua domanda, che ci sarebbero persone che desiderano una mobilitazione degli operai della capitale della DDR, per costruire un muro. Non mi è noto che una tale intenzione esista. Gli operai della nostra capitale si occupano principalmente della costruzione di case e la loro forza lavoro è completamente usata per questo. Nessuno ha l'intenzione di costruire un muro !"

Walter Ulbricht, presidente della DDR, 15 giugno 1961
2 mesi prima di dare l'ordine di costruire il Muro

 


Il percorso del
Muro attraverso Berlino
Ma PERCHÉ il Muro ?

Nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania venne occupata dalle truppe americane, sovietiche, inglesi e francesi. Il primo accordo dei vincitori sulla gestione della città di Berlino, era di spartirla in quattro parti e ad ognuno la sua fetta.

Gli americani da nemici tentarono di acquistare il ruolo di amici del popolo tedesco, anche per aver influenza sulla parte francese e inglese della città, e rafforzarsi così nei confronti dei sovietici. La non-comunicazione politica tra le parti USA-URSS spinsero i sovietici a bloccare ogni accesso alla parte Ovest di Berlino. Per sostenere e rifornire il popolo stremato, nel giugno 1948 gli americani attivarono un ponte aereo che, al ritmo di circa 1'200 voli al giorno per 10 mesi, portò nella zona Ovest cibo, macchinari, utensili, e merci d'ogni genere.

Le tensioni tra americani e sovietici sfociarono nel settembre-ottobre del 1949 nella fondazione di due stati separati, la Repubblica Federale di Germania (BRD - Bundes Republik Deutschland) a Ovest e con capitale a Bonn, e la Repubblica Democratica Tedesca (DDR - Deutsche Demokratische Republik) a Est e con capitale Berlino Est, parte Est interamente sotto controllo sovietico. Da lì, "ognuno per la sua strada".

Durante gli anni '50 la BRD ha conosciuto un forte boom economico, favorita dall'economia ripristinata dai soldi americani e dalla stessa ricostruzione, che ha permesso di scegliere un livello più avanzato in materia di tecnologia.
Viceversa, la parte Est subiva gli influssi di una pianificazione economica basata sul modello sovietico, il che ha finito per affaticare di parecchio una ripresa, anche a causa delle pesanti rivalse economiche pretese dall'URSS per risarcire i costi della guerra. Non aiutarono a migliorar le cose i drastici metodi per evitare lo scambio di idee e di notizie: nel maggio 1952 furono tagliate le comunicazioni telefoniche tra la DDR e Berlino Ovest.

Le dimensioni presto si son sviluppate, rispettivamente in positivo e in negativo per le due nazioni. Nella DDR, il basso standard di vita, la mancanza di diritti democratici ed il gap tecnologico, scatenarono nel popolo un malcontento che sfociò il 17 giugno 1953 in uno sciopero generale e in una repressione a suon di carri armati da parte delle autorità. Da qui il nome della strada più grande della Berlino di oggi, la Strasse des 17. Juni.

Dato che il confine tra le due repubbliche era ancora piuttosto permeabile, gli anni '50 han visto un esodo di centinaia di migliaia di persone fuggire dalla zona Est verso quella Ovest, fuggiaschi che inseguivano un futuro migliore, libero e redditizio. Proprio questo continuo dissanguamento di lavoratori giovani e spesso qualificati, faceva sprofondare sempre più il livello generale di vita nella DDR: nel periodo 1949-1961, su 17 milioni di abitanti, 2'600'000 fuggirono a Ovest. 

Il 15 giugno 1961, il presidente della DDR Walter Ulbricht, in una conferenza stampa passata alla Storia, smentì che vi fosse l'idea di sbarrare il confine tra le due nazioni con un muro. Due mesi dopo, nella notte del 13 agosto, egli stesso impartì l'ordine di bloccare il confine, costruire immediatamente lo sbarramento, e di sparare a vista su chiunque tentasse di forzarlo. Il permesso alla "Operazione Muraglia Cinese" arrivò a Ulbricht, dalla capitale sovietica, una settimana prima.

110'000 soldati armati si piazzarono ogni 2 metri lungo tutto il confine tra le due Germanie. In un'ora, son state tagliate a metà 192 strade (di cui 97 solo a Berlino), 3 autostrade, 32 linee ferroviarie, 8 linee della S-Bahn e 4 della U-Bahn.

Ciò che attraversò le Germanie nell'immediato non era il Muro come lo conosciamo oggi, era una spezzettata sequenza di mattoni messi insieme, di cumuli di filo spinato, e di sbarramenti d'acciaio. Soltanto tre anni dopo, è stato vieppiù rinforzato, sostituito e raddoppiato, con l'aggiunta di mine anti-uomo, corrente ad alta tensione, e i famigerati sensori per lo sparo automatico.

In quei 3 anni di muro provvisorio, lo shock e la disperazione dei tedeschi della DDR si è manifestata in moltissime forme, spesso tragiche, talvolta impensabili.
I primi a voler superare lo sbarramento sono gli abitanti delle vie tagliate a metà, con salti dalle finestre e atterraggi su materassi distesi dagli abitanti dell'altro lato. E' così che già il 19 agosto 1961, il Muro di Berlino miete la sua prima vittima. Il 4 ottobre un tentativo simile, ma fatto dal quarto piano, si risolve con la morte.

Il 17 agosto 1962 si è verificato il caso più scioccante: dopo una corsa, un diciottenne tentò di scavalcare il Muro, venne ferito dai proiettili delle guardie, e fu lasciato agonizzante per un'ora ai piedi del Muro senza che nessuna guardia gli prestasse soccorso, nonostante le sue disperate richieste di aiuto.

Ma non a tutti andava male. Capita la necessità di ingegnarsi, e molto, sono in molti a ideare fughe incredibili, oltre a quella di Mimmo e Gigi... 
A due giorni appena dalla chiusura del confine, un soldato sovietico intuisce cosa sia meglio fare, salta il filo spinato, e corre via a Ovest. Della sua fuga rimarrà una delle fotografie più famose al mondo. Con il tempo, e potendo, altri 573 colleghi faranno lo stesso.
Nel dicembre 1961, al passaggio di un treno diretto a Parigi, 24 studenti si arrampicano su un cavalcavia e saltano a bordo nel momento in cui il treno rallenta in curva. 
Ancora nel 1961 un atleta di salto con l'asta fa la sua gara personale e, con un balzo che lascia a bocca aperta le guardie, passa a Ovest.
Nel giugno del '62, 14 persone assaltano un battello, immobilizzano il capitano, e attraversano il fiume Sprea sotto un diluvio di proiettili.
In una notte del '65 una famiglia, con dei complici a Ovest, tira un cavo tra i tetti di due edifici e se la squagliano strisciando abbracciati al filo.
E poi ancora: mongolfiere fatte in casa, rulli sui cavi dell'alta tensione, materiale da sub assemblato con pezzi di fortuna.

Ma a parte i casi più famosi, ce ne sono molti usati più volte: sfondamento dello sbarramento tramite camion e mezzi rinforzati (ben 35 volte), documenti falsificati e imitazioni di divise militari.
Ma molte evasioni (ben 2'000 !) non avrebbero potuto aver luogo senza le automobili, ritoccate e modificate in modo da poter nascondere una persona nei pertugi più stretti e scomodi. Di questo ne parlo più in dettaglio della pagina dedicata al Checkpoint Charlie...

Stabilizzato il numero di abitanti nella DDR, durante gli anni '60 e '70 si è sviluppata sul lato Est una crescita economica importante, anche se non dello stesso livello di quella avvenuta all'Ovest precedentemente. Fatt'è che, migliorati alcuni aspetti, la vita era ormai improntata alla rassegnazione alla divisione. Di Germania unita non si parlava più, le speranze di vederla erano sempre più remote. 
La Stasi e lo spionaggio imperversavano e pure questo era considerato quasi normale; sportivi, funzionari, scienziati e persone qualificate che dovevano recarsi all'Ovest per viaggi di qualsiasi natura, al momento del ritorno dovevano compilare formulari dove descrivevano dettagliatamente tutto ciò che avevano fatto e come si erano comportati. Ovvero: se non ti posso spiare mentre sei via, spiati da solo che così mi fai recuperare il lavoro perso. Va da sé che, di una coppia sposata, soltanto uno poteva fare il viaggio, l'altro doveva restare nella DDR !

Gli anni '80 sono quelli del declino dell'Unione Sovietica, dove il gigante arranca sotto il peso di un'arretratezza tecnologica, una scarsa produttività, ed un pericoloso dissanguamento finanziario per la corsa agli armamenti (Guerra Fredda). Mikhail Gorbaciov, membro del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS, capisce la necessità di una svolta e dà vita ad una radicale trasformazione nell'economia e ad una trasparenza politica. 
Gli viene riconosciuto il valore delle idee dall'allora presidente americano Reagan, che pubblicamente, durante una cerimonia a Berlino nel giugno 1987, gli chiede di "Aprire la Porta di Brandenburgo".
Nel 1989, sotto la pressione di manifestazioni di piazza sempre più grandi, molti personaggi delle amministrazioni e del partito comunista gettarono la spugna e lasciarono gli incarichi. La classe politica della DDR stava collassando.

La sera del 9 novembre 1989 un portavoce del governo annunciò che con effetto immediato si applicava la decisione di permettere ai cittadini della DDR di recarsi liberamente nella BDR. In mancanza di ordini precisi, le guardie armate
non fecero resistenza e lasciarono che la gente prendesse d'assalto il Muro.

Potsdamer Platz,
resti del muro.

Ciò che resta di uno dei posti di controllo.

Stesso posto, altro lato.

Pezzo di muro all'
Europa Center.

Questo invece è al Checkpoint Charlie. Una singola tranche di muro pesa 2,6 t.

C'erano 302 torrette come questa, lungo il confine.

Uno dei paletti rimasti. Indica il confine
con la DDR.

Un pezzo di muro autografato dai protagonisti in carica il 9 novembre 1989: George Bush Sr., Helmut Kohl,
e Mikhail Gorbaciov.

La frase in francese è riferita all'abbattimento di alcuni resti del muro, nel 1998.

La Potsdamer Platz, ancora in ricostruzione


Tutto sarà migliore
ma niente sarà buono

 

Lunghezza totale del Muro: 155 km
Lunghezza del Muro attraverso Berlino: 43,1 km
Fosse anti-camion (profonde 5 m): 0,9 km
Fosse anti-veicoli (profonde 2,5 m): 105,5 km
Proiettili sparati dalle guardie: 1'691
Persone arrestate vicino al Muro: 3'221
Data ultimo decesso durante una fuga: 08.05.1989
Fuggitivi uccisi: 239
Fuggitivi feriti e presi: 260
Fuggitivi che ce l'hanno fatta: 5'043

 

"Ich verstehe Ihre Frage so, dass es in Westdeutschland Menschen gibt, die wünschen, dass wir die Bauarbeiter der Hauptstadt der DDR dazu mobilisieren, eine Mauer aufzurichten. Mir ist nicht bekannt, dass eine solche Absicht besteht. Die Bauarbeiter unserer Hauptstadt beschäftigen sich hauptsächlich mit Wohnungsbau, und ihre Arbeitskraft wird dafür voll eingesetzt. Niemand hat die Absicht, eine Mauer zu errichten !"

Walter Ulbricht, presidente della DDR, 1961 [versione originale audio]

 

 

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